username password Ricordami | Registrami
Cerca nel sito
#4 Fanfiction A scuola, io e lui… amici (ryuto)
Voto degli utenti 6.7

#4 Fanfiction A scuola, io e lui… amici (ryuto)


Mi chiamo Miharu Rokujo ho 14 anni e sono al secondo anno di medie e in questa scuola ci sono pure le superiori, non ho mai avuto voglia di trovare amici qui a scuola, esatto sono una persona apatica cioè indifferente non mi piacerebbe essere messo in mezzo in una rissa anche perché sono un ragazzo debole, lo sono sempre stato. Ad esempio non mi piace affaticarmi e quando ci sono le partite io uso il mio aspetto facendo gli occhioni dolci per prendere in giro i miei compagni. Mi piace molto prendere in giro la gente… Mia nonna ha un ristorante di okonomiyaki e io la aiuto dopo scuola, mia nonna mi dice sempre di fare amicizia con i compagni perché è una cosa importante ma a me non va preferisco stare da solo e osservare da lontano l’affanno altrui. Un giorno mentre ero seduto al mio posto un ragazzo con gli occhiali mi si avvicina e mi dice guardandomi cordialmente “Ciao tu sei Rokujo vero? Io mi chiamo Koichi Aizawa piacere di conoscerti” io lo guardo con il mio solito sguardo indifferente e gli dico “Scusa ma non mi interessa fare conoscenza lasciami in pace, e poi perché ti sei avvicinato a me?” lui mi guarda con aria un po’ triste e dice “Suvvia non essere così scontroso siamo nella stessa classe e ti osservo da un po’ e ho notato che ti isoli da tutto e tutti ti assicuro che non è bello, siamo alle medie da un po’ ci dovremmo divertire” ribatto “Sei per caso un pervertito? E poi a te che interessa cosa faccio? Non sei mio padre e ora lasciami in pace e poi sta per iniziare una nuova lezione” lui a sentire le mie parole fa una faccia mortificata e dice “Eh… ma non è vero non sono un pervertito è solo che mi ha incuriosito il tuo comportamento, tutto qui… mi dispiace averti infastidito” si va a sedere. Mentre io ero girato a guardare fuori è entrato il professore che inizia a dire “Buon giorno a tutti sono il nuovo professore di inglese” sentendo la voce familiare mi giro ed è proprio lui “Mi chiamo Tobari Kumohira ho 25 anni quindi sono un professore da poco” io molto sorpreso dico “Zio che ci fai qui non eri andato a Tokyo ad insegnare?” lui mi guarda e dice “Oh ma che sorpresa il piccolo Miharu da quanto non ci vediamo non sapevo frequentassi questa scuola e dimmi la nonna come sta?” lo guardo e dico “Scusa zio ma non è meglio parlarne all’ora di pranzo? Si presume che tu debba fare lezione” lui si guarda intorno e imbarazzato dice “Oh… scusate. Aprite il libro a pag 7 e iniziamo la lezione” tutti dicono un sonoro si e la lezione inizia senza altri imprevisti… alla pausa pranzo io e lo zio andiamo nel cortile in un punto tranquillo e mentre mangiamo parliamo “La nonna sta bene e se vuoi ci puoi venire a trovare al ristorante quando vuoi. Ha da quando sono morti i miei genitori che non ci vediamo, non pensavo che saresti diventato un professore” lui dopo avermi ascoltato mi dice con aria divertita “Hai ragione non se lo aspettava nessuno che decidessi di fare qualcosa come il professore. Comunque mi fa piacere che la nonna sta bene, che ne dici se oggi pomeriggio vengo con te al ristorante? Così le faccio una sorpresa” ci penso un po’ su alla sua proposta e poi gli dico “Va bene vieni pure a me non interessa più di tanto ma penso farà felice la nonna, ora se non ti dispiace io torno in classe” guarda prima me e poi il bento e dice “Miharu hai mangiato pochissimo, se continui così non crescerai sano e forte bensì malaticcio e debole” non vedendo reazioni da parte mia tira un sospiro e dice “Ci vediamo all’uscita da scuola. Ciao” e io gli dico “A dopo, ciao zio” e torno in classe lasciandolo seduto dov’è. Proseguono le lezioni fino ad arrivare al suono della campanella che segna la fine di tutte le lezioni. Esco da scuola e mi ritrovo lo zio alle spalle non l’ho nemmeno sentito beh io non faccio mai caso a nessuno “Zio hai finito per oggi?” lui mi risponde di si e andiamo. Mentre camminiamo mi parla di alcune cose che gli sono successe nelle ore successive a scuola “Sono stato in una classe di prima liceo a fare supplenza e c’era una ragazzo che stava in disparte con un aria torva, che mi ha fatto accapponare la pelle. Almeno tu hai un’espressione di indifferenza e non mandi nessuna aria strana perché ti piace stare sulle tue, ma quel ragazzo ha un aria opprimente. A fine lezione ho preso un paio di compagni di lato e gli ho chiesto come mai sia così e uno di loro mi ha detto che lo è sempre stato e che se qualcuno gli si avvicina senza il suo permesso viene picchiato a sangue freddo” dopo averlo ascoltato lo guardo e gli dico “Beh se si comporta in questo modo vuol dire che ha le sue ragioni, chi siamo noi per giudicare le sue azioni? Gli adulti ci guardano dall’alto in basso e ci giudicano senza conoscerci e noi dobbiamo abbassare la testa solo perché sono adulti, almeno questo ragazzo ha il coraggio di fregarsene di quello che dicono gli adulti e si comporta come vuole” lo zio mi guarda in maniera interrogativa so che non capisce quel che dico anche lui è un adulto. Lo zio mi dice “Miharu conosci quel ragazzo? Comunque non è detto che gli adulti come ci chiami tu siano tutti uguali e guardino voi ragazzi dall’alto in basso” lo guardo “Non lo conosco, semplicemente non mi interessa come la pensate voi adulti ma noi ragazzi abbiamo i nostri problemi, anche se non sembra il più spensierato dei ragazzi ha i suoi problemi da risolvere. Ora basta parlare di queste cose noiose e poi siamo quasi arrivati” mi guarda in maniera strana e poi dice “Va bene ho capito, ma non pensavo che fosse una cosa noiosa per te parlare di queste tematiche. Poi tra l’altro ti riguardano essendo un ragazzo, ma va bene non parliamone. Allora state qui tu e la nonna?” io lo guardo e gli dico “Sì, da quando sono orfano la nonna si è presa cura di me, io da quando posso ricordare la aiuto se serve qualcosa la vado a comprare, oppure se ci sono molti clienti la aiuto a preparare gli okonomiyaki… anche se la mattina sono a scuola ovviamente” entriamo “Ciao nonna ho portato una sorpresa” la nonna ci guarda e con le lacrime agli occhi si avvicina a noi “Ciao Miharo. Oh Tobari come ti sei fatto grande ora devi avere 25 anni” lo abbraccia mentre lo zio gli dice “Sì, nonna ha tanto che non ci vediamo e sì, ho 25 anni e sai una cosa sono un professore novello, addirittura insegno nella scuola di Miharu” si staccano e la nonna dice “Oh ma davvero che bella notizia, ma non rimanere in piedi siediti così Miharu ti prepara una okonomiyaki. È davvero bravo a prepararle” e lui si siede tranquillamente “Non sapevo che fossi bravo a prepararle” e io gli rispondo “Me la cavo, la nonna esagera” prendo gli ingredienti e la preparo, non appena finisco la nonna mi chiama al bancone io ci vado e gli chiedo cosa c’è lei mi risponde che sono finite le scaglie di pesce e se posso andarle a comprare, io gli dico di sì e vado ma prima di uscire lo zio mi afferra il braccio e mi dice “Stai attento è un po’ tardi e potresti incontrare” la mia espressione è quella di una dolce ragazzina preda di un maniaco e gli dico “Zio lasciami mi fai male al braccio” e lui con sguardo sconvolto mi lascia così che io possa sgattaiolare fuori dal ristorante. Vado al negozio che si trova girando a destra dopo aver sceso le scale che portano al ristorante. Arrivato saluto il proprietario e prendo le scaglie di pesce, il proprietario mi dice “Miharu salutami tua nonna. Ciao” e io gli dico “Va bene lo farò, buona sera” e me ne vado, però prima di tornare al ristorante mi faccio una passeggiata calma e tranquilla. La sorte vuole che mentre passeggio incontro un ragazzo vestito di nero, con un cappello marroncino e occhi blu oltremare che mi ferma “Scusami ragazzino vai per caso alla scuola media di qui?” lo guardo e mi fermo sui suoi occhi che esprimono tanto odio e tristezza e capisco pure che questo è il ragazzo di cui parlava lo zio comunque gli dico “Sì, esatto ci vai anche tu? Perché mi hai fermato?” e lui mi dice “Sì, anch’io ma vado alle superiori di li ho 16 anni. Ti ho fermato per chiederti se mi puoi fare compagnia per un po’ qui in giro e perché mi stanno cercando e non voglio essere trovato” senza pensarci gli dico “Se vuoi puoi venire al ristorante che gestisce mia nonna, fa delle ottime okonomiyaki, buonissime, le dovresti provare” lui è visibilmente sorpreso mentre continuo dicendo “Scusa ma non ci siamo ancora presentati io mi chiamo Miharu Rokujo e tu?” lui ancora più sorpreso mi dice “Io mi chiamo Yoite. Scusa ma ti posso chiedere una cosa?” io annuisco e lui dice “Come mai non hai paura di me? Tutte le persone mi evitano perché gli faccio paura” io lo guardo e gli dico “Perché dovrei avere paura di te? Ma io non sono tutti io sono io e tu sei tu oppure mi sbaglio?” lui mi guarda e dice “Oh capisco, beh sì, hai ragione e non sbagli per niente… Sai odio quando le persone che non mi conoscono mi giudicano male solo per lo sguardo che ho e quello mi fa attaccar briga, così provoco risse” e io lo ascolto tranquillamente poi gli dico “Beh che ne dici di incamminarci? E comunque ho detto più o meno la stessa cosa a mio zio quando mi ha parlato di te” mi guarda interdetto e mi dice “Sì, andiamo. Mi spieghi chi è tuo zio? Come mai ti ha parlato di me?” ci incamminiamo e nel frattempo parliamo, gli dico “Mio zio si chiama Tobari Kumohira ed è un professore di inglese trasferitosi oggi nella nostra scuola e che ha fatto una lezione nella vostra classe, mio zio ti ha notato perché ha detto che hai un’aura nera che ti circonda e che questo lo preoccupa ma non ha paura di te” mi guarda interdetto e dice “Oh davvero? Il professor Kumohira è tuo zio? Non lo avrei mai detto avete due caratteri totalmente diversi, tu sei indifferente mentre lui è protettivo anche verso chi non conosce siete come il sole e la luna, dove tu sei la luna, beh spero che arriviamo presto ho un po’ di fame” io rido sotto i baffi e gli dico “ Sì, lo so che siamo totalmente diversi. Comunque stiamo per arrivare, il ristorante è in cima alle scale e poi io sono uscito per andare a comprare le scaglie di pesce” alzo la busta di plastica mentre lui mi dice “Oh.. capisco allora affrettiamoci ad arrivare” io annuisco e ci affrettiamo ad arrivare. Arrivati entriamo nel ristorante e li c’è ancora lo zio che vedendomi in compagnia di Yoite salta in piedi dicendo “Miharu ma che fine avevi fatto! Stai bene? Yoite come mai sei in sua compagnia e dove vi siete incontrati?” Yoite fa un inchino salutando genericamente tutti mentre io dico “Yoite siediti li” gli indico un posto lontano dallo zio e continuo a parlare “ Dammi il tempo di prendere gli ingredienti e la pastella così ti preparo l’okonomiyaki. Zio non sei ancora tornato a casa tua? Come mai? E poi dopo aver preso le scaglie mi sono fatto una passeggiata e l’ho incontrato mi ha fermato per un’indicazione e ci siamo conosciuti, poi l’ho portato qui perché aveva fame e questo è tutto e poi con chi parlo non è affar tuo zio” nel frattempo ho preso gli ingredienti e inizio a preparare l’okonomiyaki a Yoite mentre la nonna mi dice “Oh Miharu che bello è ora che tu ti faccia degli amici, ora però finisci di preparare l’okonomiyaki oppure si brucia” io annuisco e mi concentro sulla okonomiyaki mentre Yoite sentendo le parole della nonna rimane un po’ interdetto e dice “Miharu ti va di essere mio amico? Tua nonna ha avuto una bella idea” l’okonomiyaki è pronta e dopo quello che ha detto lui io dico “Ah! Amici?” ci penso qualche secondo su e poi gli dico “Per me va bene se va bene anche a te. Comunque l’okonomiyaki è pronta” e lui con un lieve sorriso dice “Grazie per tutto” lo zio un po’ preoccupato mi dice “Miharu puoi venire un attimo fuori che ti devo parlare” e io annuisco poi dico rivolgendomi a Yoite “Sta tranquillo e mangia io torno subito” lui annuisce ed esco fuori con lo zio… facciamo qualche passo in là e poi mi dice “Miharu che intenzioni hai? Quel ragazzo è pericoloso attira a se solo persone pericolose e poi si arrabbia facilmente” io lo guardo dopo qualche secondo di silenzio dico “Zio non ti devi preoccupare, lui non mi farebbe del male e poi è una mia scelta. Nessuno mi ha chiesto di essere suo amico con un’espressione così sincera come lui, quindi ora smettila di preoccuparti e torna a casa” lo zio ci rimane male e torniamo dentro, Yoite ha finito di mangiare e lo zio saluta prima la nonna poi me e saluta Yoite che ricambia. La nonna ci dice “Miharu, Yoite mi raccomando non fate tardi io ora vado. Pensaci tu a chiudere dopo che Yoite va via. Buona notte a tutti e due” io annuisco e dico “Va bene nonna non ti preoccupare. Buona notte” e Yoite dice alla nonna “Buona notte signora” dicendolo chinando il capo. La nonna se ne va al piano di sopra mentre io e lui rimaniamo solo un altro po’ a parlare una delle discussioni fra tante è stata “Miharu ti prometto che ti starò vicino per non farti correre alcun rischio, non voglio che per causa mia ti dovessi trovare in pericolo” le sue parole mi hanno colpito perché quello che avevo detto allo zio era divenuta la realtà così anche se il mio sguardo è di indifferenza la linea delle mie labbra prende la forma di un sorriso e gli dico “Ti ringrazio Yoite per le tue parole gentili, allora affido la mia vita a te. Le persone si sbagliano sul tuo conto solo perché hai quello sguardo non significa che tu sia cattivo, le persone ormai sanno solo valutare l’aspetto esteriore di altre persone e questo non è giusto. Sai perché sono diventato tuo amico?” lui fa no con la testa e io continuo a parlare “Perché il modo con cui me lo hai chiesto era sincero non ci ho visto nulla di male mentre quando i miei compagni me lo hanno chiesto non ci ho visto nulla di buono tanto che ho rifiutato e poi sono una persona prudente e quindi diffido sempre, sai sei fortunato ad essere così a quest’ora non ti avrei nemmeno rivolto la parola prima, quando mi hai fermato.” Lui mi guarda e mi dice “Molto di quello che hai detto è vero e poi non pensavo avessi un’espressione simile” ride un po’ in modo sommesso per non fare troppo rumore per poi riprendere a parlare “Beh io in te non vedo solo indifferenza nei tuoi occhi ho visto anche la tristezza. Comunque non pensavo che altri te lo avessero chiesto e tu avessi rifiutato, sai… io non esco dalla classe quando facciamo la pausa non mi piace molto sentirmi osservato. Mi fa piacere che tu abbia deciso di essere mio amico e poi sei l’unico che mi abbia capito, gli altri non vedono al di là del loro naso e tuo zio pensa male di me ne sono certo” io dopo averlo ascoltato gli dico “Sai che anche nel tuo sguardo si cela la tristezza? Beh in qualcosa ci somigliamo. Beh mio zio ha parlato con i tuoi compagni di classe per farsi dire qualcosa in più sul tuo conto e gli hanno detto che se qualcuno si avvicina a te senza il tuo permesso viene picchiato a sangue freddo, quindi deduco che sia per quello che sia ravveduto nei tuoi confronti” lui dopo avermi ascoltato riflette e solo dopo qualche secondo dice “Beh allora capisco perché tuo zio sia così ma va beh non mi interessa e poi gli hanno detto la verità o per lo meno una parte perché tutti quelli che si avvicinano a me hanno paura di me e questo te l’ho già detto mi fa arrabbiare non poco. Comunque non pensavo che lo avresti capito che sono anche triste beh allora si che ci somigliamo… Ora però devo tornare a casa o lo zio mi sgrida” dopo averlo ascoltato lo guardo in maniera interdetta e chiedo “Abiti con tuo zio? E i tuoi genitori?” lui con aria triste dice “I miei genitori hanno tentato di uccidermi quando avevo 7 anni, così lo zio mi ha portato via da loro e mi ha cresciuto con affetto diciamo che lo considero come un padre. Un giorno te lo vorrei presentare, ho anche una zia cioè la sorella dello zio ma è sposata con uno che ha un ristorante di sushi… non l’ho mai voluto conoscere. Beh ora devo proprio andare, ciao Miharu ci vediamo domani a scuola” lo guardo e dico “Non è compassione perché so cosa vuol dire essere accudito dai parenti, io ho perso i genitori in un incidente stradale e sono stato accudito dalla nonna anche perché in quell’incidente è morto anche il nonno. Mi dispiace Yoite deve essere stato orribile quando hanno tentato di ucciderti, ma mi fa piacere che hai qualcuno che si prenda cura di te. Ciao Yoite ci vediamo domani a scuola. Buon rientro a casa” lui annuisce poi dice “Mi dispiace per i tuoi genitori, a domani” lo accompagno all’uscita e lo vedo andare via da un’altra strada rispetto a quella che abbiamo fatto noi prendendo le scale. Io prendo l’insegna e la porto dentro, chiudo la porta a chiave e vado al piano di sopra nella mia stanza, mi metto il pigiama e vado a letto. La mattina mi sveglio con il suono della sveglia, mi alzo, mi lavo, mi vesto con la divisa scolastica, faccio colazione, prendo la cartella, saluto la nonna e la ringrazio per il bento e vado a scuola… Arrivato a scuola vado in classe poso la cartella e vado nell’ala delle superiori a cercare Yoite. Lo trovo nella sezione C e non c’ho messo molto a trovarlo, così lo chiamo e lui si avvicina, mio dice “Ciao Miharu come mai sei venuto a cercarmi? Sarei venuto alla ricreazione” lo guardo e dico “Beh sono venuto a cercarti perché non sapevo la sezione ieri mio zio ha detto solo che eri in prima. Sai che anche io sono seduto in un posto vicino alla finestra? Comunque tu non sai che classe frequento e ci avresti messo molto tempo a trovarmi” lui mi guarda e dice “Beh hai ragione, non sapevo piacesse anche a te guardare fuori dalla finestra beh un’altra cosa in comune. Dimmi allora che classe frequenti” rido sommessamente e gli dico “Sono in seconda sezione A. È bello guardare fuori perché dà un senso di pace” lui guardandomi dice “ Bene allora all’intervallo vengo a chiamarti e andiamo sulla terrazza sai li non ci va nessuno, hai ragione ha un effetto rilassante guardare fuori” io gli dico “Va bene allora ti aspe…” vengo interrotto da un professore che dice “Tu ragazzino da che classe vieni? Mi sembri delle medie che ci fai qui? Torna in classe” e io gli rispondo “Sì, sono delle medie ed ero venuto a parlare con Yoite per metterci d’accordo ora, torno in classe. Ciao Yoite ci vediamo dopo” lui mi dice “Va bene Miharu a dopo” vado via mentre il prof non ha fatto una piega ed ha aspettato che Yoite tornasse al suo posto prima di iniziare a fare l’appello. Io sono tornato in classe e poco dopo è arrivato il prof… seguo le lezioni addirittura in terza ora fa lezione lo zio. Arrivata la ricreazione viene a chiamarmi Yoite e io lo seguo fino al terrazzo, ci sediamo e iniziamo a mangiare e nel frattempo parliamo tranquillamente “Yoite il prof ti ha rimproverato?” e lui mi dice “No, non ti preoccupare Miharu. Ma dimmi dopo la scuola hai impegni?” e io gli dico “No, non ne ho. Meno male non ti abbia detto niente” lui pensa un secondo e poi dice “Bene allora ti va di venire a casa mia? Ti vorrei far conoscere lo zio” dopo aver ingoiato un boccone dico “Va bene non ne ho problemi, ma tuo zio lo sa che me lo vuoi presentare?” lui mi dice “No, ma oggi mi viene a prendere quindi non ci sono problemi e poi mio zio non si lamenta se sono con un amico, si lamenterebbe se tornassi a casa accompagnato dalla polizia… sai lui odia avere rogne di tutti i generi e sai che scrive commenti giornalistici su ristoranti famosi? Quindi spesso è in giro per ristoranti famosi” lo ascolto e poi dico “Va bene allora grazie per l’invito. Beh allora tuo zio è un bravo intenditore” rido e poi riprendo a parlare “Beh non penso che sia successo che tu venissi riportato a casa dalla polizia oppure è successo?” lui ingoia il boccone e dice “No, non è mai successo per fortuna ma ci sono andato vicino un paio di volte. Lo zio dice che si diverte a fare questo lavoro” io gli dico con fare assorto “Capisco beh l’importante e che non ti abbiano preso” torno nel mondo reale e continuo “Buon per tuo zio che si diverte, qualche volta dovete venire insieme al ristorante della nonna ma digli a tuo zio che non è per lavoro” lui ride e dice “Va bene lo faremo e poi ieri sera l’okonomiyaki mi è piaciuta molto e non lo dico per circostanza. Comunque lo so che l’importante è quello, Miharu ma non dirmi che hai finito!? Non hai mangiato molto” lo guardo e dico “Beh non posso farci niente non riesco a mangiare più di così. Lo so che non era una frase di circostanza non ti preoccupare. Ora è meglio se torniamo in classe tra non molto suona la campanella” lui dice “Va bene ho capito, si andiamo. Miharu mi raccomando fatti trovare in classe quando verrò così scendiamo insieme sotto” io annuisco e torniamo nelle nostre classi. Seguo le rimanenti ore e poi aspetto che passa Yoite da qui per andare via… “Miharu andiamo” annuisco e con le cartelle in mano scendiamo, ci mettiamo le scarpe, andiamo fuori e attraversiamo il cortile per uscire dal cancello. Io seguo Yoite che mi porta ad una macchina, dentro c’è un ragazzo sui 25\27 anni e sento Yoite dire “Ciao zio Yukimi oggi abbiamo un ospite si chiama Miharu è mio amico” dopo essersi girato verso di noi mi fissa per squadrarmi poi dice “Yoite perché non mi hai detto che veniva un ospite? Ma va bene se è tuo amico so che mi posso fidare dato che non hai amici per vari motivi… gli hai detto quella cosa? E comunque salite che andiamo” saliamo in macchina e poi dico “Grazie signor Yukimi io mi chiamo Miharu Rokujo e ho 14 anni” mentre Yoite dice “Zio non pensavo ci fosse bisogno di dirtelo. Si, gli e l’ho detta mi ha risposto che capisce e non ha i genitori è cresciuto con la nonna” lui mi dice “Oh… mi dispiace anche tu sei stato sfortunato. Piacere mio mi chiamo Kazuiko Yukimi e ho 27 anni” parliamo un altro po’ mentre il signor Yukimi guida fino a casa sua. Quando arriviamo scendiamo dalla macchina e andiamo nell’appartamento, li trascorriamo un po’ di ore poi devo tornare a casa e saluto lo zio di Yoite mentre lui si è offerto di accompagnarmi. Camminiamo tranquilli ma non dura perché un gruppetto di ragazzi ci ferma, uno di loro presumibilmente il capo dice “Ehi Yoite oggi non sei solo? Beh chi c’è qui?” si avvicina a me ma Yoite si mette davanti e dice “Non avvicinarti a lui hai le mani troppo sporche. Ascoltate! Se osate toccarlo vi stendo tutti, lui è il mio protetto” il suo sguardo è pieno di ira e quella tristezza che di solito si trova nei suoi occhi è scomparsa, l’ira lo pervade e sembra emanare un’aura molto sinistra. Negli altri invece vedo che la paura si sta insinuando in loro tranne quello di fronte a noi che è quasi calmo ma anche in lui c’è un po’ di paura, comunque dice “Senti Yoite vorremmo fare due chiacchiere con te puoi venire al solito posto?” e Yoite gli risponde “No, devo accompagnarlo a casa l’ho promesso allo zio, forse se mi va dopo quando torno” quello arrabbiato gli sferra un gancio ma Yoite lo schiva per potergli bloccare il braccio poi gli tira un calcio sul fianco e quello si piega per il dolore e gli altri partono all’attacco ma anche loro o per i pugni ricevuti o per i calci vengono stesi così Yoite rivolgendosi a me dice “Miharu andiamo e non ti preoccupare per loro” io lo guardo negli occhi e vedo che è tornato il suo solito sguardo e gli dico “Va bene. Yoite sei stato grande” lui fa un lieve sorriso e mi accompagna a casa per poi tornarsene alla sua… Il tempo che passo con Yoite mi piace perché è piacevole e nessuno ci disturba a scuola dato che mangiamo insieme alla ricreazione e dopo la scuola ce ne andiamo in giro oppure nel periodo degli esami ci rinchiudiamo a casa di uno di noi due e studiamo ogni uno le proprie cose, ormai siamo diventati amici inseparabili e poi i nostri zii hanno fatto conoscenza e ogni tanto vanno a bere insieme. Il mio incontro con Yoite è stato strano ma ormai non ha più importanza perché io e lui siamo amici inseparabili.



Contest, 6-04-10 11:04 - 413 visite
ADV
Sconti!
Chat
Seguici anche con
Feed Rss        Facebook        YouTube
Categorie blog
Articoli precedenti e successive
Supportaci!
ADV